ROCCA D’ARCE – Ventitreesima edizione per “Antiche Tradizioni”, la manifestazione dedicata alla cultura popolare e alla memoria del territorio che torna mercoledì 26 agosto nel borgo di Rocca d’Arce. Il programma mette insieme musica e approfondimento culturale, con una parte della serata riservata a “La Femminanza” di Antonella Mollicone.
L’evento ripropone un percorso avviato negli anni per mantenere viva la conoscenza delle tradizioni locali. Nell’edizione 2026 sarà presente anche il gruppo Terra Nostra di San Donato Valcomino, al quale è affidata l’animazione musicale.
Un riconoscimento ad Antonella Mollicone
Uno dei momenti previsti nel corso della manifestazione riguarderà “La Femminanza”, opera di Antonella Mollicone legata alla memoria delle comunità e alla figura delle donne. All’autrice sarà assegnato un riconoscimento durante la serata.
L’iniziativa consentirà inoltre di richiamare il percorso sviluppato attraverso il Premio “La Femminanza”, nato per dare continuità ai temi affrontati dall’opera e trasmetterne il contenuto culturale alle nuove generazioni.
La musica affidata al gruppo Terra Nostra
Accanto alla parte culturale troverà spazio la musica popolare. A esibirsi sarà Terra Nostra, formazione proveniente da San Donato Valcomino, inserita nel programma della XXIII edizione.
“Antiche Tradizioni” torna così a proporre nel centro di Rocca d’Arce una serata costruita attorno alle espressioni della cultura locale e al recupero della memoria collettiva, elementi sui quali è stata impostata la manifestazione fin dalle precedenti edizioni.
Pantanella: «Non soltanto una rievocazione del passato»
A spiegare il significato attribuito all’evento è il sindaco Rocco Pantanella. «Antiche Tradizioni non vuole essere soltanto una rievocazione del passato. È un modo per custodire la nostra identità e, nello stesso tempo, trasformarla in cultura, creatività e opportunità per il futuro dei piccoli comuni», afferma il primo cittadino.
Pantanella collega a questo percorso anche “La Femminanza”: «Si inserisce pienamente in questo percorso, perché racconta una memoria che appartiene ai nostri territori e che merita di essere tramandata».
